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2 Gennaio 2007

   E h gią, "fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza" ... ma č ancora vero?
I modelli di riferimento cambiano al cambiare delle esigenze della societą. Un tempo il mondo lo si conosceva meno, anche geograficamente. Viaggiare voleva dire incontrare genti (veramente e completamente) sconosciute, mondi nuovi, usanze, intere meravigliose cittą e civiltą da scoprire. Che meraviglia deve esser stato per i nostri antenati, anche solo il venire a sapere (senza neanche poterli vedere) che oltre il mare esistevano intere cittą dove si parlava una lingua diversa, e regioni sconfinate dove vivevano animali incredibili ed esotici.

Muro Antico

   U n tempo i popoli che meglio sapevano navigare, viaggiare ed esplorare, erano quelli ad aver maggiori speranze di prosperare, arricchire; acquisire nuove conoscenze utili alla sopravvivenza oppure a difendersi dai nemici. E' quindi naturale che l'esploratore fosse un modello da seguire. Il mondo un tempo "era pił grande". Fatto pił grande dalla pochezza di mezzi di trasporto e di comunicazione che aveva l'uomo 4000 o anche solo 400 anni fa.

   S elezione naturale ed evoluzione sono processi silenti e invisibili ma sempre attivi e presenti pił che mai. Pronti a premiare o meno in funzione di leggi non scritte, ma valide da milioni di anni. Non ci sono per il momento ulteriori mondi da scoprire, le risorse sono note e non infinite. L'esigenza sarą quindi sempre pił quella di ottimizzare le risorse che abbiamo in termini energetici, di materie prime e di spazio, e la selezione naturale "premierą" coloro i quali meglio sapranno adeguarsi a questa situazione. Ulisse qui con noi probabilmente impazzirebbe. Il Capitano Kirk diventerebbe terribilmente melanconico non potendo "arrivare lą, dove nessun uomo č mai giunto prima".

   E allora forse "fatti non eravamo a viver come bruti, ma " ... tutto cambia.

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